Appartengo a quella schiera di lettori che non amano leggere libri eccessivamente popolari. Motivo per cui ho conosciuto in maniera approfondita il mondo di Harry Potter solamente a dicembre 2013.
Per lo stesso motivo ho un po' snobbato Le cronache di Narnia, ma, ritenendola una sorta di lettura "necessaria", mi sono deciso a leggerla.
E a volermi bastonare per non aver letto prima la saga.
Per lo stesso motivo ho un po' snobbato Le cronache di Narnia, ma, ritenendola una sorta di lettura "necessaria", mi sono deciso a leggerla.
E a volermi bastonare per non aver letto prima la saga.
Mondadori, 1152 pagine
Trama: Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, "Il leone, la strega e l'armadio" inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come "Le Cronache di Narnia". Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che "un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta". Un'incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell'avventura, ma anche per l'insolito spessore che tradisce l'immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell'Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche.
Ho divorato i sette libri nel giro di sei giorni (la "scusa" usata con gli amici è stata che i libri non superavano le 200 pagine ciascuno), sei giorni che sono stati grandiosi e magici.
Il mio libro preferito della serie è Il nipote del mago, il primo in ordine cronologico (interno) che narra le vicende alla base della fondazione del regno di Narnia.
Lewis adotta, in tutta la saga, uno stile leggero, a tratti divertente e ironico, che rende tutte le vicende piacevolmente leggibili.
I personaggi forse non sono ben caratterizzati come in altri romanzi, ma, trattandosi di una serie "per bambini" (ma, come lo stesso Lewis scrive nell'introduzione, destinata anche agli adulti, che amano ritornare all'infanzia), questa "superficialità" è del tutto scusabile.
I fratelli Pevensie, protagonisti dal secondo al quinto libro, mi sono molto piaciuti, specialmente Lucy, tenera e dolce; meno piacevoli (ma forse perché mi ero affezionato ai quattro Pevensie) il loro cugino Eustachio e la sua amica Jill.
Il mio libro preferito della serie è Il nipote del mago, il primo in ordine cronologico (interno) che narra le vicende alla base della fondazione del regno di Narnia.
Lewis adotta, in tutta la saga, uno stile leggero, a tratti divertente e ironico, che rende tutte le vicende piacevolmente leggibili.
I personaggi forse non sono ben caratterizzati come in altri romanzi, ma, trattandosi di una serie "per bambini" (ma, come lo stesso Lewis scrive nell'introduzione, destinata anche agli adulti, che amano ritornare all'infanzia), questa "superficialità" è del tutto scusabile.
I fratelli Pevensie, protagonisti dal secondo al quinto libro, mi sono molto piaciuti, specialmente Lucy, tenera e dolce; meno piacevoli (ma forse perché mi ero affezionato ai quattro Pevensie) il loro cugino Eustachio e la sua amica Jill.
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| Non è un amore? |
Il leone Aslan è una figura autorevole e potente, che però alcune volte è assimilabile quasi a un deus ex machina, risolutore di situazioni difficoltose.
Tenerissime le tante figure mitologiche e animali, come la simpatica coppia di castori, il gentile signor Tumnus e tutti gli animali parlanti che rappresentano il popolo di Narnia.
Tenerissime le tante figure mitologiche e animali, come la simpatica coppia di castori, il gentile signor Tumnus e tutti gli animali parlanti che rappresentano il popolo di Narnia.
Se penso alla parola Narnia, nella mia mente vengono evocate straordinarie e lussureggianti praterie verdi smeraldo, sconfinate foreste, sterminati mari e una sensazione di pace e serenità. Narnia è una sorta di paradiso (sebbene in ognuno dei sette libri venga scossa da un dato evento) dove sarebbe bellissimo perdersi, vagando in territori affascinanti e sconosciuti, pieni di animali fantastici, che magari sorseggiano tè e sgranocchiano pasticcini, all'ombra di una grande quercia.
Quando sono giunto alla parola fine del settimo libro, mi è scesa una malinconia pazzesca, perché avevo terminato una serie che mi aveva in qualche modo emozionato e fatto sognare, alleggerendomi un po' dalle tante, e forse stupide, preoccupazioni quotidiane.
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| Libro fantastico, consigliatissimo! |
Voi avete letto Le cronache? Che ne pensate?


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